Si è conclusa l’avventura di Dexter, una serie tv che ha tenuto incollati al teleschermo milioni di spettatori per otto stagioni.

dexter

Il telefilm narra le gesta di Dexter Morgan, una sorta di moderno Dottor Jekill e Mr. Hyde: di giorno è un tecnico della polizia scientifica di Miami, di notte si trasforma in un feroce e spietato serial killer. Una delle parti più geniali di questa serie televisiva è sicuramente la sigla introduttiva.

Certo è difficile farci caso, molto spesso si salta a pié pari, essendoci solo le solite scene introduttive con i nomi dei creatori, attori protagonisti e via dicendo. Ma la sigla di Dexter ci dice praticamente tutto quello che c’è da sapere sul protagonista, in pochi secondi. Se non vi è mai capitato di soffermarvi a rifletterci su, eccovi una piccola spiegazione della sigla.

Durante le prime note assistiamo ad una scena apparentemente normale: la preparazione della colazione. Cuocere le uova, tagliare la carne, condire il tutto, tostare il caffè, spremere le arance. Tutti gesti abituali, nulla di strano. Ma non è così. I primissimi piani sul rasoio che Dexter usa per tagliarsi la barba, i dettagli dei coltelli che sfregiano la carne, il ralenti mentre le sue dita spremono le arance e le riducono in poltiglia, appaiono disturbanti, per non parlare dell’insistenza della macchina da presa sulla goccia di sangue che viene fuori da un taglio durante la rasatura.

Tutte le azioni abituali di Dexter rimandano alla sua vera natura, ossia quella di serial killer. Come se avessero ognuna un proprio alter-ego. La goccia di sangue del collo di Dexter diventa immagine speculare delle gocce che raccoglie dalle sue vittime; la carne avvolta nel cellofan ricorda il metodo del protagonista di immobilizzare le sue vittime; le uova sono rotonde come gli occhi spaventati.

La sigla poi continua mostrando Dexter che fa colazione e la videocamera rimane fissa sui dettagli: la carne viene tagliata minuziosamente, così come minuziosamente vengono sezionate le sue prede; gli schizzi di ketchup ricordano il suo lavoro e il sangue sulle pareti; si allaccia le scarpe, utilizzando lo stesso gesto per chiudere i sacchi dove mette i resti delle vittime. Infine chiude la porta e con un occhiolino ci “saluta”, la maschera della normalità è stata indossata e il serial killer lascia il posto all’esperto forense. Che lo spettacolo cominci!